Attività

Visite preliminari in vigneto e trasferimento di conoscenze

Aziende interessate all’azione progettuale: Guado al Tasso, Le Mortelle, Avignonesi. Nell’ottica di una razionale attuazione delle azioni progettuali è stata attentamente studiata la planimetria dei vigneti delle aziende coinvolte per procedere alla scelta delle aree nelle quali collaudare le diverse strategie. La scelta delle superfici ha ovviamente tenuto conto dei dati storici di infestazione e dei relativi danni arrecati alla produzione in anni recenti. Particolare attenzione è stata rivolta al trasferimento di conoscenze nei confronti dei tecnici aziendali, con incontri mirati, azienda per azienda, in relazione alle problematiche fitosanitarie oggetto dell’azione. Tale attività è proseguita per tutta la durata del progetto, con incontri tecnici e, in special modo, con attività di monitoraggio condivise e attuate in pieno campo.

Applicazione del metodo della confusione sessuale per il controllo della tignoletta della vite (Lobesia botrana)
Aziende interessate all’azione progettuale: Guado al Tasso, Le Mortelle, Avignonesi.

La superficie minima di vigneto su cui è stata attuata l’attività nei tre diversi contesti è di 20 ettari, in unico blocco. Le varietà di vite sono state scelte sulla base dell’epoca di raccolta e della suscettibilità agli attacchi dell’insetto, con una preferenza per varietà a maturazione medio-tardiva e fortemente suscettibili. Questo ci ha permesso di saggiare il metodo nelle condizioni più difficili.

Figura 1. Posizionamento degli erogatori per la confusione sessuale e, nel riquadro, un erogatore Isonet L ShinEtsu.

Vigneti situati ad una distanza idonea (non meno di 500 metri e non più di 2000 metri), con caratteristiche agronomico colturali e varietali simili ai vigneti “a confusione” sono stati considerati come vigneti testimone trattati e/o non trattati con insetticidi, in dipendenza dei contesti territoriali e dei livelli di infestazione.
In tutte le aree è stato compiuto un monitoraggio capillare degli adulti di tignoletta con trappole a feromoni installate prima dell’inizio dei voli (metà marzo) e controllate con ritmo settimanale fino alla fine della stagione produttiva.
Erogatori Isonet L (Shinetsu) per confusione sessuale contro Lobesia sono stati installati entro la fine di marzo (Fig. 1), antecedentemente all’inizio del primo volo, ad una densità di 500 per ettaro. Questi sono stati appesi alle viti, all’altezza della fascia dei futuri grappoli, e omogeneamente distribuiti nei filari.
Le valutazioni di efficacia sono state condotte mediante osservazione dei grappoli, direttamente in vigneto, intorno alla fine di ciascuna generazione, nella fase di piena fioritura-inizio allegagione (generazione antofaga), in quella di chiusura grappolo (prima generazione carpofaga) e in quella di piena maturazione (seconda generazione carpofaga). Tali osservazioni sono state condotte in contemporanea sia nei vigneti a confusione che in quelli testimone e sulle stesse varietà di vite. I valori di riferimento, utilizzati per la valutazione di efficacia, sono stati il numero dei grappoli infestati da uova e larve di tignoletta e il numero di larve per grappolo.

Lotta biologica alla cocciniglia farinosa (Planococcus ficus)
Aziende interessate all’azione progettuale: Guado al Tasso e Le Mortelle.

Figura 2. Adulto di Cryptolaemus montrouzieri in attività di predazione.

Le attività sono iniziate a fine inverno e sono state mirate ad approfondire le conoscenze sulcomportamento di P. ficus nei vigneti di Guado al Tasso e delle Mortelle. La superficie minima su cui è stato attuato l’intervento è stata di 10 ettari per azienda. Particolare interesse è stato rivolto alle modalità di occupazione dei diversi organi vegetali (ceppo, cordone, foglie, infiorescenze, grappoli) nelle diverse fasi fenologiche della pianta. In un vigneto identificato a priori per la presenza ricorrente di elevate popolazioni di P. ficus è stata adottata una strategia di controllo basata esclusivamente sulla lotta biologica. Oltre all’adozione di opportune pratiche agronomiche – concordate con l’azienda – volte a rendere i grappoli meno esposti agli attacchi della cocciniglia, si è provveduto al rilascio in vigneto di insetti predatori (il Coleottero Coccinellide Cryptolaemus montrouzeri)(Fig. 2) e parassitoidi (l’Imenottero Encirtide Anagyrus sp. near pseudococci)(Fig. 3). Detti insetti sono stati acquistati nelle quantità necessarie presso la biofabbrica BIOPLANET di Cesena, che ha dimostrato di disporre di materiale idoneo ed altamente efficace.


Figura 3. Femmina di Anagyrus sp. near pseudococci

Su questa base, gli adulti dell’Encirtide sono stati rilasciati in vigneto, nei due anni, intorno alla metà di maggio, alla dose di 1000 individui per ettaro. Considerando il fatto che il planococco dà luogo ad infestazioni aggregate, interessando spesso solo aree limitate di un dato filare, che vengono tuttavia infestate ad alta densità (hot spots), in queste è stato utilizzato anche il criptolemo, mediante rilasci mirati effettuati nella seconda metà di giugno, ad una densità di 20 adulti per pianta infestata.
Nelle prime fasi successive al rilascio di Anagyrus sp. near pseudococci, sono stati evitati interventi con zolfo in polvere, ritenuto altamente tossico per gli adulti di questo minuscolo Encirtide. Per il controllo dell’oidio è stato dunque preferibile rifarsi a prodotti a base di zolfo bagnabile.
Opportuni campionamenti sono stati svolti nei mesi successivi ai rilasci, e sono stati rivolti a valutare l’insediamento delle specie suddette, la loro capacità di contenimento nei confronti delle popolazioni di planococco e la capacità di ciascuna delle due specie di insediarsi stabilmente in vigneto da un anno all’altro. I risultati sono stati posti a confronto con vigneti contigui, simili per caratteristiche agronomico-colturali ma diversi per strategia di contenimento adottata.

Lotta integrata a Cryptoblabes gnidiella
Azienda interessata all’azione progettuale: Le Mortelle.

Come sopra specificato, la criptoblabe è un lepidottero piralide caratterizzato da una notevole polifagia. Le sue larve possono nutrirsi, oltre che a carico dei grappoli di Vite anche su una molteplicità di ospiti diversi. Questo rende oltremodo difficile il controllo delle sue infestazioni, soprattutto se si tiene conto che i suoi adulti compaiono in vigneto a stagione inoltrata, dando luogo in breve tempo a infestazioni cospicue.
Per questo motivo il monitoraggio puntuale dei voli di questo insetto in vigneto e nei suoi dintorni è ritenuto di importanza primaria per la gestione delle infestazioni. Presso l’azienda Le Mortelle, che più delle altre – per motivi climatici e agronomico-colturali – risente delle infestazioni di questo lepidottero, sono state installate numerose trappole a feromoni (1 per zona omogenea)(Fig. 4) a partire dalla metà di aprile; queste sono state lasciate in campo fino ad autunno inoltrato e controllate con cadenza settimanale. La superficie minima di vigneto monitorata è stata di 10 ettari.

Figura 4. Trappola a feromone per C. gnidiella.

Sulla base delle catture sono stati condotti tempestivi rilievi sul e nel grappolo allo scopo di identificare il momento esatto di inizio delle ovideposizioni, la presenza di larve delle diverse età, la fenologia dell’insetto ed il progresso delle infestazioni su vite fino alla raccolta. Queste osservazioni hanno consentito un uso mirato ed efficace dei prodotti a base di Bacillus thuringiensis kurstaki che, utilizzati al momento opportuno, hanno contribuito a ridurre il rischio in modo sostanziale, come provato da recenti osservazioni condotte a cura dei ricercatori dell’Università di Pisa. Questa strategia “biologica” è stata posta a confronto con sistemi di controllo convenzionali, basati su insetticidi di sintesi (neurotossici, avermectinici, analoghi degli ormoni, antranilammidi).

Brochure Convegno di CortonaPresentazione Lucchi Convegno di Cortona